giovedì 26 maggio 2011

Pilotino un doppio pre nato single

Il progetto, nasce come un’unica unità phono e linea realizzata con uno chassis per la parte preamplificatori ed uno per la parte alimentazioni. Gli schemi originari soni i seguenti:







Il pre linea si inspira al noto schema del lillipre a cui ho aggiunto un’ulteriore stadio di cathode follower come suggerito dal CLASSIC ONE di Triode Dick (http://www.triodedick.com/classic_1/classic_one_schema_versterker.GIF).
Il pre phono, invece, è un progetto JE LABS del grande Joseph Esmilla, il quale a sua volta si è inspirato ad uno schema preso dal “RCA 1962 Electron Tube Design”. L’alimentazione è quella del lillipre opportunamente rivista e adattata. Ho raddoppiato i rami di uscita sull’anodica al fine di avere una migliore separazione tra i canali, ed ho realizzato dei circuiti di stabilizzazione per avere una 6,3V sui filamenti fuori da ogni dubbio. Mi raccomando a realizzare i due stadi separati, una per la valvola alta ed una per quella bassa poiché la prima è sollevata da terra. Ho realizzato i due mobili dando particolare importanza alla cura estetica della parte preamplificazione, essendo questo a vista. Il risultato è stato un mobiletto di dimensioni contenute e piuttosto carine per il preamplificatore ed un mobile abbastanza spartano, dalle dimensioni più generose, per l’alimentatore, dal peso abbastanza sostenuto Questa è la componentistica utilizzata per l’alimentatore:

Trasformatore con primario 220 secondario 0-220 LEGRAND (c’è l’avevo già)
2 trasformatori per illuminazione (non elettronici) a 11,4V 4A (costano poco)
Bobine di Novarria.
Elettrolitici acquistati su e-bay di discreta qualità.
Poliestere e resistenze di RS
Sulla 6,3V i condensatori da 10.000uf sono dei Kendeil.

Veniamo alla componentistica del pre linea:

6SN7 Electro Harmonix GOLD
6H6P russa acquistata su e-bay (devo dire che è veramente una grande valvola)
Condensatore da0,47uf di uscita Mundorf Silver/Oil
Potenziometro di ingresso acquistato come ALPS BLU a scatti (in realtà ho scoperto poi che non è
affatto un ALPS semplicemente perché la ALPS non ne produce di questo tipo a scatto)
Per il resto componentistica di RS.

Vediamo infine il pre phono
6SL7 compatibili russe (no ricordo la sigla e non me la chiedete perché tanto le ho buttate via)
Condensatori al polipropilene e resistenze a strato di carbone di RS.

Finito di assemblare il tutto ho iniziato a provare con il tester l’alimentatore per verificare che tutte le tensioni fossero corrette. Ok tutto bene per ora, quindi a nanna e ricominciamo domani, a mente fresca, per ricontrollare il cablaggio della parte preamplificatore realizzata in aria con massa a stella. Bene rieccoci, effettuo il controllo… tutto perfetto, con il battito accelerato collego l’alimentazione, 1 2 3.. e via…… Si sente, funziona e che dire… niente di eccezionale, si d’accordo il suono della parte linea è pulito ronzio zero, ma manca di sentimento. La scena c’è ma manca di definizione il suono è un po’ freddo e poi il potenziometro non và bene, tra uno scatto e l’altro c’è troppa differenza di volume. Il phono invece è una tragedia non và, ronza è microfonico e il suono sembra venire fuori da un pozzo artesiano. A questo punto si vede la stoffa del vero audio-costruttore (ehem), il primo istinto e stato di filare tutto a mare, poi mi sono preso una bella camomilla ho fatto una passeggiata e ho iniziato ad affrontare un problema alla volta. Prima cosa ho riguardato con cura lo stadio phono e cerca e ricerca mi sono accorto che avevo copiato male lo schema (quello riportato sopra è corretto!!) ho montato un condensatore da 0,1uF in luogo di 0,01uf sulla filtro RIAA (HAI DETTO NIENTE). Lo sostituisco riaccendo e adesso almeno ho un suono che è uscito dal pozzo e si è materializzato correttamente di fronte a me, al centro delle due casse. Ottimo suona ed anche bene, una caratteristica mi ha subito colpito: il suono è caldo molto valvolare! Tuttavia il ronzio e la microfonicità rimangono. Il pre linea invece, a parte la non eccezionale resa sonora, và bene è silenzioso e non risente di problemi di microfonicità. Ho allora ricontrollato tutto il cablaggio, rivisto tutte le saldature e rifatto le masse utilizzando, un collegamento a stella del pre linea ed uno a stella per il pre phono collegate poi su un unico punto prima di uscire per andare all’alimentatore. C’è stato un piccolo miglioramento, comunque l’HUM del phono era presente in maniera consistente. A questo punto mi sono rivisto il progetto da capo e, dopo una attenta rilettura dell’articolo di Joseph Esmilla e un’attenta analisi del funzionamento del mu-follower, ho apportato le seguenti modifiche:
1. Sostituzione delle capacità da 0,22uF sul mu-follower con dei Jensen carta-olio
2. Sostituzione della resistenza da 1K sul segnale con delle Allen Bradley
3. Sostituzione delle resistenze da 22k con resistenze non induttive (Codice RS 625-3323)
3. Sostituzione del potenziometro di ingresso con un ALPS BLU (vero!) da 250K non a scatto
4. Sostituzione delle capacità di bypass sui catodi delle 6SL7 e delle 6SN7 con degli ELNA –
CERAFINE
5. Sostituzione dei condensatori del pre phono sul percorso di segnale con dei JANTZEN al
polipropilene a bassa microfonicità
6. Sostituzione delle capacità sulla parte equalizzazione RIAA con degli spargue orange drops.
7. implementazione di un ground-bus sulla parte phono da collegare sulla stella del pre linea.

Come si può ben vedere i cambiamenti sono molti e radicali richiedendo la quasi totale ricostruzione dell’intero preamplificatore. Tuttavia i risultati ci sono, almeno sul pre-liena! Adesso ci siamo, ma non vi dico come suona perché l’ho fatto io e non sarei oggettivo. A me piace moltissimo e sono contento, ci passo delle ore ad ascoltarlo con estremo piacere. Se proprio devo dare una mia opinione credo che buona parte di questo eccellente risultato sia da imputare alla coppia di Jensen carta olio che ho montato sul mu-follower. E poi il potenziometro adesso è veramente un ALPS!
Le note dolenti? Il pre phono ronza ed è ancora microfonico, un bel po’ meno di prima ma guai a toccare le valvole! E allora che fare? Scrivere a mister Esmilla. La risposta è stata solerte e decisa, “ci vuole un ground bus senza compromessi”, insomma non quello da me implementato con collegamento su stella ma un vero ground bus ad iniziare dall’alimentazione. Ma come posso fare? Devo riprendere di nuovo tutto da capo e poi il mobiletto che ho progettato, purtroppo è diventato piccolo, poiché era nato per altri componenti, i condensatori che ho sostituito erano moooolto più piccoli dei jensen e dei jantzen. Bene, armiamoci di pazienza e ricominciamo da capo. Ho smontato il preamplificatore e “sradicato” lo stadio phono, ho quindi rifatto la piastra in alluminio del pre linea e, visto che c’ero, ho implementato un ground bus vero per lo stadio linea e per il suo alimentatore. Nel frattempo mi sono ritrovato un commutatore rotativo a norme MIL 2 canali 4 posizioni e l’ho montato in luogo della coppia di interruttori che usavo prima per la selezione degli ingressi. Rimonto tutto e vai! ronzio zero, insomma un risultato buono, più di quanto mi aspettavo, con i miei 300B ho guadagnato quel “punch” che mi mancava sulla banda bassa. Forse un tantino troppo elevato il guadagno, i miei 300B in fondo sono degli integrati, ma và bene così. Il pre phono adesso è diventato una storia a parte. Ho ripreso, per l’ennesima volta, il progetto da capo, a cominciare dall’alimentatore fino alla costruzione del mobile. Ecco le mie scelte progettuali:

1. Chassis separati per alimentazione e pre phono
2. Mobile in legno duro (ho usato del rovere) con una piastra in rame sopra una in alluminio per aumentare la schermatura e mantenere la rigidità
3. Raddrizzamento a tubi
4. Alimentazione stabilizzata sia per la parte anodica che per la parte filamenti
5. Doppio filtro pi-greco sull’alta tensione
6. Ground Bus
7. Sostituzione delle indecorose cloni di 6SL7 di provenienza russa
8. Aggiunta dei due condensatori di disaccoppiamento da 0,47uF.

Le resistenze da 75Ohm servono per evitare la morte prematura della valvole di stabilizzazione.
Ecco gli schemi finali:


Per l'alimentazione ho usato i seguenti componenti:
I ferri sono di Novarria,
le valvole tutte NOS di provenienza militare,
il primo condensatore sull'anodica è uno sprague
per i 2 50uF ho utilizzato un doppio condensatore JJ, 
il 10000uf dei filamenti è il solito kendeil, 
le 75 Ohm sono Allen Bradley,
per il resto tutta componentistica di buona qualità RS
Sul pre phono ho utilizzato la stessa componentistica sostituendo:
le 6SL7 con delle pregiatissime 5691 RCA Red Base
le resistenze da 100K nonché da 680K con delle Allen Bradley (appena le trovo sostituisco anche le 470K sul percorso di segnale)
i due condensatori di disaccoppiamento da 47uF sono degli F&T
Purtroppo il trasformatore mi ha dato un problema sulla 6,3V (dichiarata a 4A). Appena collegavo i filamenti delle 6SL7 russe la tensione alternata scendeva a 6V, con le 5691, che hanno il filamento a 600mA in luogo dei 300mA di una 6SL7 standard, la tensione di uscita del trasformatore scendeva a 5,8V. Raddizzando e filtrando la tensione sale leggermente comunque non arriva sopra i 6V, dovrò acquistare un nuovo TX a 6,3V per i soli filamenti!!!!
Finalmente ci risiamo, ricontrollo tutto, verifico che l’implementazione del ground bus sia fatta bene, pulsazioni accelerate e …via. Che spettacolo!
Finalmente il ronzio è sparito, certo se alzo il volume ancora un po’ si sente, ma stiamo parlando pur sempre di uno stadio phono con un guadagno elevatissimo. Mr Esmilla aveva ragione ci vuole il ground bus, la sua implementazione è un po’ più rognosa, ma solo perché bisogna pensarci un po’ sopra sul percorso che deve fare il bus. Ricordarsi sempre di far scaricare a massa prima i punti con maggiore energia sulle alimentazioni e poi seguire lo stesso percorso disegnato sul circuito. La microfonicità è oramai solo un brutto ricordo, ci posso anche martellare sulle 5691, sono mute, e guardate che il problema è proprio lì: rimontando le 6SL7 russe la microfonicità ritorna (ecco perché sono volate nel bidone della spazzatura). E poi le stabilizzatrici sono uno spettacolo quando si accendono, una ambra e l’altra di un violaceo pallido. Forse qualcuno si aspetta di sapere come suona, per me bene poi se volete fatevelo e vedete voi come suona.
La morale è non demordere che prima o poi si viene a capo di tutto, basta avere costanza e passione. La mia è una storia andata a buon fine quindi ecco le foto delle mie due ultime creature.

Pre Linea + Alimentatore

Interno Alimentatore

Interno Pre linea



Interno alimentatore pre phono


Da notare il trasformatore toroidale interno che ho aggiunto per sostuire il secondario difettoso. Inoltre essendo questi da 9V ho inserito un circuito di stabilizzazione con un 338K in modo da ottenere i 6,3V.

Interno pre phono



L'ultima ciliegina sulla torta sono una stupenda coppia di 6SN7 Sylvania Gold Brand NOS prontamente montate sul pre linea: DELIZIOSE.

domenica 17 aprile 2011

300B Single Ended

Ricordo ancora i lontani anni '80 quando a casa di un amico di mio fratello ascoltai per la prima volta una coppia di pre e finali valvolari Jadis. Non ci capivo ancora un "tubo", tuttavia fu amore a prima vista.  Decisi allora di cimentarmi nell’impresa di autocostruire un impianto valvolare e ricordo che iniziai proprio da un pre. Lo schema era di "Fare Elettronica" con due EF86:  un’impresa all’epoca veramente ardua portata a termine con successo dopo circa 2 anni. Ardua perchè parliamo della fine anni 80 inizi anni 90 per cui Internet zero e le valvole non erano di certo articoli di grido, specialmente in una città come Taranto. Il risultato fu ottimo e ciò mi invogliò ad intraprendere la realizzazione di un finale a tubi, ma qui iniziarono una serie di problemi primo tra tutti la scarsissima reperibilità di componenti quali gli O.T.. Inoltre l’arrivo del primo figlio e il mio lavoro, che mi portava a passare molto tempo fuori casa, ridusse drasticamente fino ad eliminare il poco tempo libero a mia disposizione da dedicare all’audiocostruzione. Insomma alla fine dopo una strenua resistenza dovetti rinunciare a tutto mettendo in cantina tutti i miei componenti e strumenti. Dopo anni al fine di fare un po’ di pulizia buttai tutte le mie realizzazioni ormai ridotte ad ammassi di polvere irriconoscibili.
Nel 2008 avevo ancora il mio grande sogno nel cassetto: il finale a valvole, e poi oggi tutto è più semplice grazie ad internet e così mi sono messo alla ricerca di informazioni e schemi. I parametri di ricerca erano: schema semplice, qualità elevata (filosofia KISS: keep it simple and stupid) e una 300B quale tubo finale. La ricerca è durata poco, partendo dallo schema di Joseph Esmilla, sono passato attraverso le pagine di Derek Walton fino ad approdare alla realizzazione di Vincenzo Cutitta con l’Arpeggione trovato sulle pagine di Audiocostruzioni di Davide Sbisà, sul quale è ricaduta la mia scelta.




E allora via, ho iniziato la ricerca dei componenti per cui ho speso circa sei mesi.
Veniamo allora alla shopping list:

- Trasformatori d’alimentazione, induttanze da 10 Henry , zoccoli, potenziometri di volume ALPS e spie luminose da Novarria;

- Condensatori per avviamento e funzionamento motori da 50 uF usati sul filtraggio dell’alimentatore su www.ebay.com;

- Condensatori per avviamento e funzionamento motori da 15 uF usati sul filtraggio dell’alimentatore da RS components;

- Condensatori ASC Oil Filled per le capacità di bypass (nr. 6 da 50 uF) comprati da www.alliedelec.com;

- Condensatori Mundorf Silver/Oil da 0.22uf su www.ebay.it;

- Resistenze da 880 Ohm 50 Watt Vishay Dale antinduttive su www.ebay.com;

- Potenziometri all’1% di tolleranza 10 giri da 100 Ohm Clarostat su www.ebay.com;

- Resistenze ARCOL da 50 KOhm 50 Watt, resistenze da 3.3 KOhm 6 Watt e tutte le rimanenti resistenze (comunissime resistenze a strato di carbone da 1 Watt) da RS components;

- Vaschette IEC con filtro, portafusibile e interruttore illuminato da RS components ;

- O.T. Hammond 1627SEA acquistati da www.angela.com;

- Tutte le valvole acquistate su www.ebay.it: 300B electro harmonix gold selezionate, 6j5G RCA, 6J5G Sylvania, L63 Marconi, 5U4GB electro harmonix

Proprio l’utilizzo della 5U4GB mi ha consentito di utilizzare una capacità di 15uF per il primo condensatore di filtraggio in luogo del 4uF. Tuttavia detta valvola, a differenza della GZ37 non è soft start, e alla 300B non fa affatto bene vedersi arrivare circa 425V a freddo. Per risolvere questo problema ho inserito un interruttore di Stand-By prima della bobina da 10H con in parallelo una resistenza da circa 100 KOhm 4 Watt (2 da 220 KOhm 2 Watt in parallelo) .

Una volta in possesso del materiale ho iniziato la realizzazione del mobile per il quale ho utilizzato una piastra in alluminio da 4 mm di spessore e noce massello da 2mm di spessore. Utilizzando una grata in alluminio ho anche realizzato i coperchi inferiori. Nella foto si vedono alcuni dettagli della realizzazione dello chassis.



questa è la piastra di fissaggio del condensatore da 15uF, SPETTACOLARE. L'ha realizzata mio padre fabbro di vecchia generazione:



Sono passato quindi a verniciare le piaster in alluminio ed i condensatori a vista con 2 mani di primer e 3 mani di vernice spray.




Ho poi messo dei gommini per isolare meccanicamente i ferri dal mobile


Per il montaggio dei condensatori a vista ho preferito utilizzare le piastrine visibili in foto in luogo delle classiche fascette di fissaggio. Tutta la bulloneria è in acciaio inossidabile.


Cablaggio dei filamenti, come vedete i cavi sono ben twistati poichè tutti i filamenti sono alimentati in AC.


  
Per la massa ho realizzato un ground bus con un cavo di rame solido da oltre 1mm di sezione della Pirelli acquistato da un vecchio elettricista.

 
Per il cablaggio ho utilizzato del normale cavo in rame con guania siliconata per alte temperature acquistato da un rivenditore per ricambi di elettrodomestici. Per i pochi collegamenti su cui passa il segnale audio ho usato del cavo in argento a norme MIL.





Inizialmente ho avuto un piccolo problema di ronzio risolto rivedendo qualche saldatura, tuttavia un leggero ronzio di fondo è rimasto che scompare del tutto appena inizia a suonare. Il suono è coinvolgente ma manca un pò di bassi. La gamma medio alta è impressionante: ho provato ad ascolatre un cd di Pino Daniele collegandoli sulle mie casse, sembra quasi vederlo materializzato li davanti. Poi li provo a collegare su un paio di casse autocostruite che mi sono state regalate da mio fratello. Sono davvero dei gioiellini, woofer SEAS da 16 cm e tweeter Dynaudio. La gamma medio alta adesso è più controllata lasciando emeregere la gamma bassa.
Questo è quanto accadeva 2 anni fà, circa un mese fà pero' ho deciso di riprendere in mano questi due monofonici perchè nel frattempo ho realizzato un'altro finale con 2A3 e la differenza era sensibile. La gamma bassa su quest'ultimo è molto più presente e il ronzio praticamente inesistente. Poi sono anche stato al Bari Hi End e l'ascolto di altri 300B mi ha ulteriormente convinto che c'era qualcosa che non andava.
Ho iniziato allora a fare delle prove strumentali, ebbene sì all'epoca mi sono fidato troppo, causa inesperienza da parte mia. Le tensoni in effetti erano sbagliate e, con ocsilloscopio e generatore di segnali, ho notato che il 1° stadio andava in distorsione prima che arrivassi a mezzo volume. Riprendendo lo schema originale di Joseph Esmilla ho scovato l'errore, la resistenza catodica del 1° stadio deve essere da 470 Ohm e non da 1K. Credo che l'errore sia dovuto al fatto che in uno schema successivo sia riportata una resistenza da 1K ma non su una 6SN7 (ricordo che una 6SN7 corrisponde a 2 6J5G) bensì su una 76 che è una sua antenata .
Appena effettuata la modifica e riacceso il tutto e mi sono accorto che adesso le tensioni sono giuste, inoltre il primo stadio non distorce più. Ricollego e subito mi rendo conto di avere un'altra coppia di monofonici. La gamma bassa adesso è assolutamente perfetta, incredibile ho avuto un paio di monofonici letteralmente castrati per due anni !
Veniamo adesso al ronzio, ribadisco che è assolutamente basso ma comunque rispetto al mio nuovo 2A3 c'è! C'è da dire però che nei 300B i filamenti sono tutti in alternata mente sul 2A3 lo stadio pilota ha i filamenti in continua.
Ho allora rimesso mano al collegamento di massa effettuando le seguenti modifiche:
Massa a stella.
Ogni massa ritorna twistata con il suo reciproco cavo di alimentazione verso il centro stella
I punti di massa a maggior energia sono collegati direttamente sul primo condensatore di filtraggio mentre tutte le altre masse hanno il secondo condensatore di filtraggio come centro stella.
 Il ronzio.... ? molto basso, solo se lo collego sulle mie casse a 3 vie CIARE/RCF a 98db/m di efficienza percepisco un leggero ronzio.Riecco il cablaggio interno




I finali adesso suonano davvero bene, sapete qual'è la differenza rispetto ad un finale con 300B commerciale da settantordicimila euro? Che quest'ultimo vai al negozio lo porti a casa lo accendi e funziona subito come ti dicono loro.... e basta...! Invece, come nel mio caso bisogna lavorarci un pò sopra prima di giungere ad un grande risultato finale, ma vi posso assicurare che ne vale davvero la pena.

sabato 9 aprile 2011

Sistema a 3 vie con componenti CIARE-RCF

Il progetto è nato dal nulla ,all'incirca 3 anni  fa essattamente a Marzo del 2008 e terminato a Maggio dello stesso anno. Gli altoparlanti scelti sono quelli che più si adattavano al budget a nostra disposizione:

· Woofer: Ciare pw328\ 32 cm\ 150watt rms\ fs 48hz\ xmax 3mm\ spl: 98db 1w/1m. Potente efficiente e soprattutto... grande!cose che piacciono ai ragazzi.

· Midwoofer: Ciare pm200\ 21cm\ 120watt rms\ fs 65hz\ xmax 1,5mm\ spl: 96db 1w/1m. Un larga banda molto presente su tutta la gamma di bassi e medi. Ancora una volta sono stato attratto dall’alta efficienza.

· Twetter: Rcf tw105\membrana in alluminio con sistema di caricamento a tromba\ 150watt rms\spl: 103db 1w/1m. Ero molto scettico su questi tweeter, più fedele al soft dome, ma dopo averlo sentito(prima di comprarlo) sono rimasto impressionato dalla nuturalezza del suono e l’incredibile estensione verso l’alto. Ottimo trasduttore.

Il progetto è stato realizzato con l'ausilio di software di simulazione carta e matita.
Il woofer è caricato in 77 litri accordati a 46hz, mentre il midwoofer (copre infatti anche frequenze in cui opera il woofer, con un leggero”accavallamento”) è in sospensione pneumatica (circa 40 litri). Il tweeter è posto nella cassa del mid, ovviamente separata dal woofer.

Passiamo alla realizzazione.

Il legno l’ho acquistato in falegnameria gia tagliato (in maniera molto imprecisa..ho avuto una marea di problemi): ho optato per l’mdf da 19mm in quanto lo ritenevo il migliore per vari motivi: è un legno “muto”, compatto, facile da lavorare, relativamente economico e molto meno pesante del 25mm.

Una volta effettuato il disegno siamo passati alla foratura armati di fresatrice con gambo da 8mm e accessoriata di compasso. Dopo varie prove col nuovo attrezzo siamo riuciti ad ottenere un ottimo risultato.


Siamo quindi passati all’incollaggio, escludendo incidenti di percorso dovuti ad imprecisioni di taglio (ben 1cm di errore su un pannello!!!), e varie imprecazioni rivolte al "fai da te" penso che l’importante sia mettere molta colla (eliminando gli eccessi dopo aver stretto le morse) e creare la maggior pressione possibile per rafforzare la presa della colla: quelli che vedete in foto sono pacchi di mattoni e mattonelle

Dopo 48 ore siamo passati all’eliminazione di eventuali imperfezioni con una levigatrice orbitale e carta con grana da 100 e 120


 Le operazioni successive sono state mettere il ben noto “grey tack” (ovvero la guarnizioni dei lavelli!!) in tutti gli spigoli e ricoprire il tutto con 4 mani di bitume liquido.


Non c’è bisogno certo di un genio qui per il taglio e l’incollaggio del materiale fonoassorbente (poliuterano espanso da 1-1,5cm).

Dopo aver sigillato le casse col pannello frontale siamo passati a dare la direttamente la finitura con pittura nera satinata passata con rulletto al fine di dare un effetto “a spruzzo” e per evitare le varie rogne del pennello (peli e striature). La pittura l’ho presa di ottima qualità per evitare di dover dare il fondo i turapori.


I tubi di accordo sono fissati con la colla Pattex Millechiodi ma solo per eccesso di zelo dato che la precisione del buco impediva qualsiasi fessurazione.



Dopo aver montato i filtri non ho saputo resistere ad una prova! Che inoltre è servita a testare e soprattutto perfezionare il cross-over. Tuttavia abbiamo commesso un errore non considerando l’ambiante d’ascolto.. una volta portate in salone le casse si sono rivelate decisamente sbilanciate e c’e’ steto bisogno di intervenire aumentando l’attenuazione del mid e diminuendo quella del tweeter.


Le frequenze di taglio sono a circa 340 hz per il woofer. Il mid presente un passa basso molto netto (III ordine) ma un passa alto blando,di sola protezione contro le forti escursioni ( soltanto un I ordine): le due frequenze sono rispettivamente 5300hz e 200 hz circa. Il tweeter presenta un semplice socondo ordine con taglio a 5060 hz. Ho inoltre realizzato una cella R-L-C sul mid per attenuare le frequenze corrispondenti circa alle frequenze della voce, altrimenti troppo presente.

La cassa cosparsa di bostik99 pronta per l’impiallicciatura e il mio strumento di precisione: bisturi da chirurgo



siamo quasi giunti al termine. Pitturazione a pennello: tre mani di color ciliegio (pittura sil-UV della Linvea). Ritoccato il nero con la mano definitiva e messi i connettori per l’ingresso


 non resta che fissare gli altoparlanti con il solito grey-tac interposto tra il cestello e il bordo per evitare qualsiasi fessurazione e fastidiose vibrazioni.


Gli spike, in acciaio inox, sono realizzati artigianalmente al tornio partendo da un unico bloco di acciaio (insomma...tipo il david di Michelangelo) un capolavoro: altro che quei finti piedini venduti per un sacco di soldi


Mancano solo le retine parapolvere.
Il telaio l’ho realizzato a partire da un pannello di multistrato di 1cm e lavorato con la solita fresa, ma questa volta a mano libera, per lo scasso unico mid-tweetr e per la forma ellittica alla base (lo scasso corrispondente al woofer col solito compasso). Ho fissato la tela acustica con spillatrice da tappeziere


Impressioni d’ascolto

 Risposta naturale e senza enfasi su tutte le frequenze. La gamma dei bassi è ben presente ma non eccessiva, insomma non è un sistema da "bum bum". Le voci sono di una naturalezza estrema ma quel che colpisce maggiormante sono gli alti, sinceramente non mi sarei mai aspettato una tale qualità da un tweeter a tromba! Avete presente Time di "The dark side of the moon?" Gli orlogi sembrano essere davvero appesi sulla parete dietro le casse.

Veniamo ai conti:

Ø Altoparlanti: 320€

Ø Tubi d’accordo 100mm e connettori dorati 25€

Ø Legno mdf 19mm 40€

Ø 6 strisce di impiallacciature color tanganica 42€

Ø Bostik99 3 barattoli 16€

Ø Pittura nero satinata e rulletto 20€

Ø Pittura color ciliegio 10€

Ø Madreviti, perni e viti a legno e grey-tac 20€

Ø 5 pannelli di materiale fonoassorbente 48€

Ø Pannelli multistrato di betulla 1 cm 10€

Ø Bobmoletta color nero e lacca trasparente 5€

Ø Audioclip e tela acustica 15€

Ø Carta vetro 100-120-220-360-800 10€

Ø Bitume liquido 8€


Per fortuna ho rispiarmato una cifra consistente avendo già i componenti per i cross-over. Comunque sia penso che un paio di casse del genere costino molto di più di quanto sono costate a me.

venerdì 1 aprile 2011

Questione di DNA

È proprio vero il sangue non è acqua. Tuttavia non avrei mai creduto che un "hobby" potesse trasmettersi con il DNA. Once upon a time.... c'era una volta un'audiofilo con la passione dell'autocostruzione fondamentalmente per due motivi: mancanza di soldi per comprare HI-FI e la curiosità estrema di capire come funzionano questi meravigliosi riproduttori di emozioni. Avevo solo 20 anni e amavo davvero ascoltare la musica con i miei primi piccoli amplificartori a transistor, parliamo della fine anni 80. Poi un pò per il mio lavoro, che mi portava a girare molto, un pò per il fatto che dopo essermi sposato andai a vivere in un appartamento, non ebbi più ne il tempo ne lo spazio per portare avanti questa passione. Ho resistito, ho provato per qualche anno a cercare come dove e quando realizzare qualche apparecchiatura. Riuscii a realizzare il mio primo peramplificatore a valvole con 2 EF86, una vera impresa.  ma poi dovetti abbandonare tutto. A poco alla volta buttai tutto e quando nacque il mio primogenito ormai mi era rimasto un piccolo cassettino di componenti e il saldatore che utilizzavo unicamente per riparare qualche ascuigacappelli, che tristezza. Poi nel 2005 cambiai casa e andai a vivere in una villetta con un seminterrato. Tuttavia erano passati tanti anni e il mio vecchio hobby oramai sopiva dimenticato sotto una spessa coltre di polvere. Dopo un paio di anni, esattamente il dicembre del 2007, un giorno vedi mio figlio, oramai diciassettenne. su internet che girava sul sito CIARE e gli chiesi "ma sai cosa è stà roba ? " e lui: "certo stò vedendo un pò quali altparlanti potrei comprarmi con i regali di Natale per farmi un paio di casse che le voglio attaccare sul canale anteriore del 5.1". NON CI POSSO CREDERE!! Io avevo abbandonato tutto da secoli, le mie vecchie riviste di Audioreview e Suono erano oramai marcite sotto la polvere! È proprio vero, il DNA esiste!!!!!! E allora rieccoci in carregiata con il primo ambizioso progetto. Un paio di 3 vie completamente autoprogettato. Ricomincia l'avventura.