Un
anno fa' circa, in un noioso pomeriggio di Agosto trascoso in casa in preda alla noia, acquistai dal solito cinese il Kit DAC
DIR9001+PCM2706+WM8740 con due wolfson in configurazione mono. Quando lo
acquistai chiesi di montarmi solo i componenti SMD sapendo che
purtroppo non ho la strumentazione (e la pazienza!) per saldarmeli da
solo.
Dopo quasi un anno mi sono
ritrovato la scheda ancora con i soli SMD saldati buttata in un cartone
del trasloco completamente dimenticata, e così decido di mettermi all'opera e di montarmela. Ho buttato tutta la componentistica cinese, ho fatto un
bell'ordine da RS ed una volta arrivati i componenti assemblo il tutto
e... meraviglia funziona da subito. Ecco le foto:
Gli op-amp utilizzati sono gli NE5534, probabilmente in futuro li
sostituiro' con qualche altro tipo con ingresso a FET e bassissimo
rumore.
I condensatori elettrolitici piu' grandi sono degli ottimi
componenti a bassa resistenza, mentre i piu' piccoli da 47uf e 10uf
sono OS-CON Sanyo. I condensatori a film sono quasi tutti dei WIMA. I
resistori sono tutti a film metallico 1%.
Purtroppo il
contenitore non ce lo avevo ed ho trovato molto pratico usare l'ultima
scatola di sigari che avevo in casa (degli ottimi Romeo y Julieta)
Credo che vada molto bene, paragonato al DAC interno del mio NAD 545 non è assolutamento da meno, anzi!
Futuri e probabili upgrade:
- sostituzione dello stadio di uscita con stadio a valvole o a
discreti
- sostituzione del driver usb con trasporto tipo XMOS.
- impiego di shunt di salas sulle alimentazioni.
- ovviamente sostituzione dello chassis
mercoledì 15 agosto 2012
domenica 3 giugno 2012
6021 Line Stage Preamplifier
Tubettino
Gli ultmi mesi primaverili del 2011, passati in ozio in attesa di iniziare il mio nuovo lavoro, li ho spesi rimuginando su un mucchietto di valvoline che mi ritovavo in un cassetto. Ho iniziato a guardarmi un po' di datasheet e qualche sito in cerca di qualche buona applicazione per queste piccole proletarie. Gira e rigira alla fine mi hanno colpito delle valvole miniaturizzate, degli anonimi doppi triodi, i 6021, di cui ne possedevo almeno una ventina.
Le curve erano molto interessanti, sufficientemente lienari per pensare di partire con il mio primo progettino. Ed allora via, mano alle curve, gomma matita e squadretta, e solo dopo tanti bei disegnini e calcoletti a mano son passato alle simulazioni per verificare l'esattezza di quanto teorizzato. Devo dire che con grande soddisfazione, gia' le simulazioni mi hanno dato subito dei buoni riscontri, comunque ho fatto un po di fine tuning al fine di avere un risultato migliore e questo e' quanto e' venuto fuori:
Due stadi ad accoppiamento diretto con un solo condensatore, il filtraggio inizialmente non prevedeva induttanza, secondo le simulazioni con PSU II doveva essere sufficiente cosi', filamenti con alimentazione continua stabilizzata.
Il primo test e' stato subito soddisfacente, l'unico problema era il solito l'hum, non alto ma presente.Sicuramente in buona parte era imputabile al fatto che il cablaggio su tavolaccio non era proprio il massimo e poi il trasformatore usato per i filamenti era davvero ignobile.
Fine Giugno si fermano tutte le attivita' e si cambia vita, il tubetto rimane solo un esperimento dalle buone premesse fino ad un mesetto fa quando riesco finalmente a riprendere il progetto. Innanzitutto rimuovo la stabilizzazione sui filamenti, tanto oramai ho maurato l'idea che serve a ben poco specialmente su valvole a riscaldamento indiretto. Quindi per l'alimentazione ho utilizzato un piccolo trasformatore di Nuova elettronica con secondari a 130V e 6,3V e, per migliorare il filtraggio, ho sostituito la R7 con una insduttanza da 10H. Inoltre con dei diodi ad infrarossi ho sostituito il gruppo catodico R2-C2, in modo tale da realizzare un CVS (Costant Voltage Source) da 1,3V, e tramite un partitore resistivo ho sollevato il potenziale dei filamenti di 40V dalla massa. Infino ho aggiunto un bel condensatore di disaccoppiamento da 22uF.
I componenti stavolta sono assolutamente terrestri, nulla di boutique ad eccezione dei condensatori di uscita: due sprague carta olio NOS, a mio parere sopraffini!
Ed ecco lo schema finale, quello che ho attualmente implementato e che mi sto' godendo mentre scrivo questo post
Gli ultmi mesi primaverili del 2011, passati in ozio in attesa di iniziare il mio nuovo lavoro, li ho spesi rimuginando su un mucchietto di valvoline che mi ritovavo in un cassetto. Ho iniziato a guardarmi un po' di datasheet e qualche sito in cerca di qualche buona applicazione per queste piccole proletarie. Gira e rigira alla fine mi hanno colpito delle valvole miniaturizzate, degli anonimi doppi triodi, i 6021, di cui ne possedevo almeno una ventina.
Le curve erano molto interessanti, sufficientemente lienari per pensare di partire con il mio primo progettino. Ed allora via, mano alle curve, gomma matita e squadretta, e solo dopo tanti bei disegnini e calcoletti a mano son passato alle simulazioni per verificare l'esattezza di quanto teorizzato. Devo dire che con grande soddisfazione, gia' le simulazioni mi hanno dato subito dei buoni riscontri, comunque ho fatto un po di fine tuning al fine di avere un risultato migliore e questo e' quanto e' venuto fuori:
Due stadi ad accoppiamento diretto con un solo condensatore, il filtraggio inizialmente non prevedeva induttanza, secondo le simulazioni con PSU II doveva essere sufficiente cosi', filamenti con alimentazione continua stabilizzata.
Il primo test e' stato subito soddisfacente, l'unico problema era il solito l'hum, non alto ma presente.Sicuramente in buona parte era imputabile al fatto che il cablaggio su tavolaccio non era proprio il massimo e poi il trasformatore usato per i filamenti era davvero ignobile.
Fine Giugno si fermano tutte le attivita' e si cambia vita, il tubetto rimane solo un esperimento dalle buone premesse fino ad un mesetto fa quando riesco finalmente a riprendere il progetto. Innanzitutto rimuovo la stabilizzazione sui filamenti, tanto oramai ho maurato l'idea che serve a ben poco specialmente su valvole a riscaldamento indiretto. Quindi per l'alimentazione ho utilizzato un piccolo trasformatore di Nuova elettronica con secondari a 130V e 6,3V e, per migliorare il filtraggio, ho sostituito la R7 con una insduttanza da 10H. Inoltre con dei diodi ad infrarossi ho sostituito il gruppo catodico R2-C2, in modo tale da realizzare un CVS (Costant Voltage Source) da 1,3V, e tramite un partitore resistivo ho sollevato il potenziale dei filamenti di 40V dalla massa. Infino ho aggiunto un bel condensatore di disaccoppiamento da 22uF.
I componenti stavolta sono assolutamente terrestri, nulla di boutique ad eccezione dei condensatori di uscita: due sprague carta olio NOS, a mio parere sopraffini!
Ed ecco lo schema finale, quello che ho attualmente implementato e che mi sto' godendo mentre scrivo questo post
Ed ecco le solite foto, dentro e fuori (Il mobiletto ha un profumo stupendo!)
Come si sente ? Ha un suono godibilissimo, raffinato e preciso, estremamente dettagliato ma al tempo stesso caldo, con il Kismet forma un'accoppiata vincente. Rispetto al pilotino la scena sonora risulta piu' definita si sente perfino il polpastrello di Diana Kralla quando scivola sui tasti del pianoforte, la gamma bassa e' un po' meno profonda e' piu' controllata. Insomma considerato che mi e' costato un decimo del pilotino non posso che ritenermi estremamente soddisfatto.
giovedì 26 aprile 2012
Si ricomincia: Preamplificatore Passivo
Quanti cambiamenti quast'ultimo anno, cambio lavoro, dopo 26 anni ho chiuso con il mio vecchio datore di lavoro ed ho iniziato una nuova esperienza in un'altra citta', quella in cui sono nato Napoli. Purtroppo questo mi ha richiesto una grosso sacrificio di tempo ed i miei progetti hanno subito una battuta di arresto. Quante idee in cantiere, e purtroppo credo che ci rimarrano per molto tempo, la casa dove abito ora e' mooolto piu' piccola; ci siamo dovuti zippare in 90mq circa dai 240mq circa della vecchia casa! Comunque con un po' di pazienza (soprattutto da parte di quella santa donna di mia moglie) ho ricominciato a fare qualcosa.
Ho ripreso per l'ennesima volta la catena di preamplificazione. I due finali, il 300B e il 2A3, sono per loro natura molto diversi, il primo e' un integrato mentre il secondo necessita di preamplificazione. Decido quindi di realizzare un preamplificatore passivo a cui collegare i 300B ed il mio pre linea. In tal modo posso anche rimuovere il poteziometro del volume ed il selettore di ingressi dal mio Pilotino, in modo da diminuire i componenti sul percorso di segnale.
Ecco lo schema del pre passivo, il potenziometro del volume e' un alps serie blu da 250K mentre il selettore di ingresso e' un componente di derivazione militare. Il cablaggio e' realizzato unicamente con cavetti twistati.
Ho ripreso per l'ennesima volta la catena di preamplificazione. I due finali, il 300B e il 2A3, sono per loro natura molto diversi, il primo e' un integrato mentre il secondo necessita di preamplificazione. Decido quindi di realizzare un preamplificatore passivo a cui collegare i 300B ed il mio pre linea. In tal modo posso anche rimuovere il poteziometro del volume ed il selettore di ingressi dal mio Pilotino, in modo da diminuire i componenti sul percorso di segnale.
Ecco lo schema del pre passivo, il potenziometro del volume e' un alps serie blu da 250K mentre il selettore di ingresso e' un componente di derivazione militare. Il cablaggio e' realizzato unicamente con cavetti twistati.
Ho scelto di usare un potenziometro da 250K poiche' si interfaccia meglio con il pre phono.
Per lo chassis ho usato un contenitore hammond: eccolo in tutto il suo splendore.
Le manopole sono tornite a mano da un pezzo di alluminio di 3cm.
domenica 26 giugno 2011
Nuovo alimentatore pilotino
La realizzazione di questo nuovo alimentatore nasce per risolvere due grossi problemi del'alimentatore del pre linea: il trasformatore ronza, e tutto è eccessivamente sovradimensionato. Inoltre l'estetica è pessima e visto che ci siamo ho pensato di realizzare un alimentatore che fosse sufficientemente flessibile per alimentare qualche altro preamplificatore. Ecco le scelte di progetto
Raddrizzamento a tubi
Possibiltà di variare la tensione di uscita
Possibiltà di avere una tensione anodica sia stabilizzata che non stabilizzata
Utilizzo di un doppio filtro CLC in luogo dei due filtri CLC separati per ogni canale
Capacità di filtraggio dimensionate in maniera non eccessiva
Ecco i materiali utilizzati:
Trasformatore RAOLI con le seguenti caratteristiche
primario 0-210-220-230-240
secondario1: 0-250-320 @100mA
secondario2: 0-9V @3A
secondario3: 0-9V @1A
secondario4: 0-6,3V @1A
Induttanza 30H 100mA surplus militare
Induttanza 5H 100mA RAOLI
Rettificatrice EZ80 Brimar
1^ Capacità anodica Sprague
2^ e 3^ Capacità anodica doppio JJ
valvole stabilizzatrici: 0D3, 0C3, 150B2, 0A2
Variando il primario, il secondario, la resistenza di limitazione e, eventualmete, le stabilizzatrici, riesco ad ottenere un buon range di tensioni in uscita. Per portare l'alimentazione al pre ho usato un connettore octal recuperato da una vecchia valvola a me inutile.
La resistenza di limitazione è montata su un Jack cuffia grande così posso predispormele e cambiarle con facilità, la femmina si trova nello chassis in un posto facilmente accessibile ma non pericoloso.
Per i filamenti ho predisposto un circuito di stabilizzazione con LM338K per il ramo da 3A ed un con LM317 per il ramo da 1A, gli schemi sono i classici da datasheet. Entrambe possono essere sollevati da terra collegando opportunamentente un cavetto proveniente dal solito partitore di tensione collegato sull'anodica.
Ecco una foto dell'alimentatore completo con due 150B2 (300V di uscita).
Ecco l'interno, il 338K usa la piastra di alluminio superiore come aletta di raffreddamento da cui è, ovviamente, elettricamente isolata.
Ecco un particolare della resistenza di limitazione su Jack Cuffia
Le due vaschette di alimentazione
Raddrizzamento a tubi
Possibiltà di variare la tensione di uscita
Possibiltà di avere una tensione anodica sia stabilizzata che non stabilizzata
Utilizzo di un doppio filtro CLC in luogo dei due filtri CLC separati per ogni canale
Capacità di filtraggio dimensionate in maniera non eccessiva
Ecco i materiali utilizzati:
Trasformatore RAOLI con le seguenti caratteristiche
primario 0-210-220-230-240
secondario1: 0-250-320 @100mA
secondario2: 0-9V @3A
secondario3: 0-9V @1A
secondario4: 0-6,3V @1A
Induttanza 30H 100mA surplus militare
Induttanza 5H 100mA RAOLI
Rettificatrice EZ80 Brimar
1^ Capacità anodica Sprague
2^ e 3^ Capacità anodica doppio JJ
valvole stabilizzatrici: 0D3, 0C3, 150B2, 0A2
Variando il primario, il secondario, la resistenza di limitazione e, eventualmete, le stabilizzatrici, riesco ad ottenere un buon range di tensioni in uscita. Per portare l'alimentazione al pre ho usato un connettore octal recuperato da una vecchia valvola a me inutile.
La resistenza di limitazione è montata su un Jack cuffia grande così posso predispormele e cambiarle con facilità, la femmina si trova nello chassis in un posto facilmente accessibile ma non pericoloso.
Per i filamenti ho predisposto un circuito di stabilizzazione con LM338K per il ramo da 3A ed un con LM317 per il ramo da 1A, gli schemi sono i classici da datasheet. Entrambe possono essere sollevati da terra collegando opportunamentente un cavetto proveniente dal solito partitore di tensione collegato sull'anodica.
Ecco una foto dell'alimentatore completo con due 150B2 (300V di uscita).
Ecco l'interno, il 338K usa la piastra di alluminio superiore come aletta di raffreddamento da cui è, ovviamente, elettricamente isolata.
Ecco un particolare della resistenza di limitazione su Jack Cuffia
Le due vaschette di alimentazione
Kismet 3, un SE di 2A3 con fixed bias
Ecco la mia ultima realizzazione, un S.E. di 2A3 basato sul progetto Kismet 3 di Fabio Camorani:
Le scelte che mi hanno portato alla realizzazione di questo circuito sono state fondamentalmente due: la polarizzazione fissa e il punto di lavoro che fa lavorare la 2A3 con 12W di dissipazione anodica. Siccome mi trovo qualche monoplacca FIVRE realizzare un circuito che richiede una dissipazione di placca superiore, come il triodino, avrebbe determinato una fine prematura di questi preziosi e soavi gioiellini.
Le modifiche da me apportate al circuito sono le seguenti:
1. alimentazione dei filamenti delle 5687 con circuito di stabilizzazione basato su LM317 alimentato con un toroidale a 15V
delle valvole finali
E adesso veniamo alla componentistica:
Trasformatore di alimentazione e induttanza di Autocostruire
Condensatori sull'alimentazione: Sprague P.I.O. da 10uF (surplus militare) + Sprague da 40uF elettrolitico
(E-bay)
I condensatori di accoppiamento sono dei carta olio SANGAMO da 0.5uF (surplus militare)
I trasformatori di uscita sono dei James 6123HS, che si sono rivelati per quel che sono: un "best buy".
Per il resto componentistica RS di buona qualità
Valvole:
5U4GB Philips
5687 Philips ECG NOS
2A3 Single-Plate FIVRE
Il risultato è veramente al di sopra di ogni aspettativa, è assolutamente esente da ogni ronzio. Al massimo
del volume del preamplificatore è appena percettibile un po' di hum accostando l'orecchio agli altoparlanti,
eppure l'alimentazione dei filamenti delle finali è in alternata e se osservate bene non ci sono neanche i
classici potenziometri di bilanciamento.
Il suono delle due FIVRE monoplacca poi è di una soavità e di una morbidezza indescrivibile.
sabato 25 giugno 2011
300B retubing
Dopo varie sessioni di ascolto ecco l'ultima configurazione del mio 300B:
1^ preamplificatrice: 6J5GT/G Tungsol NOS anni 40 provenienza MIL
2^ preamplificatrice: 6J5GT/G RCA NOS anni 40 provenienza MIL
Finali: 300B JJ factory matched
Raddrizzatrice: 5U4G Philips NOS
Per le preamplificatrici ho operato la scelta tra le seguenti:
6J5G RCA di produzione recente
6J5WGTA Sylvania di produzione recente
6J5GT SICTE (una vera sorpresa!)
L63 marconi
6J5GT/G RCA
6J5GT/G Tungsol
6J5GT/G Ken-Rad
le ultime 3 sono tutte NOS anni 40 di provenienza MIL targate ancora VT-94D
Raddrizzatrici:
5R4 RCA NOS
5U4GB Philips NOS
5U4G Philips NOS
5U4GB Electo Harmonix
Finali:
300B EH Gold
300B JJ
Tra le preamplificatrici una piacevole sorpresa sono state le quasi sconosciute SICTE, ma alla fine l'accoppiata vincente sono state le RCA e le Tungsol. Con le SICTE l'estensione verso gli alti è spettacolare tuttavia in alcuni casi la gamma alta è un pò troppo sovrastante. Le RCA NOS sono semplicemente stupefacenti, le tungsole e le ken-rad (stiamo parlando delle VT-94D!!) sono solo un pelino al di sotto come estensione della gamma verso il basso, ho preferito le tungsol alle ken-rad poichè la scena sonora ne guadagna in verticalità.
Per quanto riguarda le rettificatrici ho subito dovuto scartare le 5R4 poichè l'anodica era troppo bassa, alla fine la mia scelta è ricaduta sulle 5U4G per una semplice questione estetica.
Sulle finali semplicemente non c'è competizione, le JJ sono un'altro livello, hanno una gamma bassa spettacolare e un suono cristallino e ricco di informazioni, insomma tutta un'altra storia!!
1^ preamplificatrice: 6J5GT/G Tungsol NOS anni 40 provenienza MIL
2^ preamplificatrice: 6J5GT/G RCA NOS anni 40 provenienza MIL
Finali: 300B JJ factory matched
Raddrizzatrice: 5U4G Philips NOS
Per le preamplificatrici ho operato la scelta tra le seguenti:
6J5G RCA di produzione recente
6J5WGTA Sylvania di produzione recente
6J5GT SICTE (una vera sorpresa!)
L63 marconi
6J5GT/G RCA
6J5GT/G Tungsol
6J5GT/G Ken-Rad
le ultime 3 sono tutte NOS anni 40 di provenienza MIL targate ancora VT-94D
Raddrizzatrici:
5R4 RCA NOS
5U4GB Philips NOS
5U4G Philips NOS
5U4GB Electo Harmonix
Finali:
300B EH Gold
300B JJ
Tra le preamplificatrici una piacevole sorpresa sono state le quasi sconosciute SICTE, ma alla fine l'accoppiata vincente sono state le RCA e le Tungsol. Con le SICTE l'estensione verso gli alti è spettacolare tuttavia in alcuni casi la gamma alta è un pò troppo sovrastante. Le RCA NOS sono semplicemente stupefacenti, le tungsole e le ken-rad (stiamo parlando delle VT-94D!!) sono solo un pelino al di sotto come estensione della gamma verso il basso, ho preferito le tungsol alle ken-rad poichè la scena sonora ne guadagna in verticalità.
Per quanto riguarda le rettificatrici ho subito dovuto scartare le 5R4 poichè l'anodica era troppo bassa, alla fine la mia scelta è ricaduta sulle 5U4G per una semplice questione estetica.
Sulle finali semplicemente non c'è competizione, le JJ sono un'altro livello, hanno una gamma bassa spettacolare e un suono cristallino e ricco di informazioni, insomma tutta un'altra storia!!
martedì 14 giugno 2011
Tube buffer 5654
Trovadomi a casa un pò di 5654 e qualche ferro ho deciso di realizzare questo piccolo tube buffer:
Carino e gradevole all'ascolto ma praticamente inutile se si ha un buon lettore CD. Io l'ho utilizzato per qualte settimana su un lettore DVD Pioneer di fascia economica e il suono che ne viene fuori è decisamente più caldo e gradevole grazie alle armoniche pari aggiunte dalle valvole e alla bassa impedenza in uscita dal cathode follower. Comunque alla fine l'ho regalato!
Carino e gradevole all'ascolto ma praticamente inutile se si ha un buon lettore CD. Io l'ho utilizzato per qualte settimana su un lettore DVD Pioneer di fascia economica e il suono che ne viene fuori è decisamente più caldo e gradevole grazie alle armoniche pari aggiunte dalle valvole e alla bassa impedenza in uscita dal cathode follower. Comunque alla fine l'ho regalato!
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